Come abbiamo sottolineato nel paragrafo delle cause possiamo considerare il danno all’apparato cardiale come la punta dell’iceberg ed è quindi importante imparare a controllare tutte quelle condizioni che sostengono la MRGE

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Masticazione

L’abitudine di mangiare pasti molto abbondanti, in tempi brevi, masticando poco è sicuramente determinante nello sviluppo di questa patologia Per semplificare questo concetto possiamo immaginare che il nostro stomaco sia un pallone gonfiabile: più velocemente si gonfia, minore è la capacità di tenuta del nostro sfintere. Inoltre nella fase immediatamente post prandiale, proprio in prossimità dell’esofago, si viene a trovare uno strato di succo gastrico molto acido detto “tasca acida”; maggiore è la rapidità con cui si riempie lo stomaco, maggiore è la tasca che si viene a formare. Una masticazione lenta e completa facilita le successive fasi di digestione e assorbimento del cibo. Inoltre, masticare piano consente anche di inghiottire meno aria, evitando gonfiori e disturbi intestinali. Ecco alcuni trucchi per masticare meglio:

  • usare la mano non dominate; forchetta, cucchiaio, coltello, si chiamano “posate”. È utile “posarle” tra un boccone e l’altro;
  • utilizzare posate per i bambini le dimensioni ridotte e riducono la dimensione dei bocconi.
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Dormire in posizione semi declive con il busto sollevato

In questa posizione si previene la risalita del succo gastrico sfruttando la forza di gravità. Si consiglia di evitare l’uso di due cuscini sotto la testa, poiché ciò provoca una significativa curvatura del tratto cervicale della colonna vertebrale e non è efficace contro il reflusso: la valvola che lo controlla si trova tra torace e addome, non nel collo. Può aiutare invece:

  • un rialzo a cuneo sotto il materasso
  • utilizzare un letto ortopedico
  • mettere dei mattoni sotto la testata del letto.

Estremamente importante: non assumere una posizione supina subito dopo i pasti.

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Avere cura del Microbiota Intestinale

Reflusso Gastro Esofageo e Intestino Irritabile appartengono, entrambi, alla categoria di disturbi gastrointestinali cronici, un tempo definiti “funzionali”. Oggi queste condizioni possono essere inserite nelle DGBI dall’acronimo inglese Disorders of Gut-Brain Interaction (Disordini dell’Interazione tra Intestino e Cervello). Originano da un’alterata comunicazione tra il sistema nervoso centrale e quello enterico. La loro gestione richiede un approccio olistico che consideri sia la salute del tratto digestivo superiore che inferiore, integrando modifiche alimentari e comportamentali mirate principalmente ad un riequilibrio del microbiota intestinale, che risulta essere l’attore protagonista sia degli squilibri funzionali che delle patologie croniche infiammatorie.

Nell’allegato scaricabile (titolato : L’Alleato Tradito) si spiega cosa è il microbiota e cosa bisognerebbe fare da un punto di vista alimentare e comportamentale per ristabilire una alleanza costruttiva con i nostri batteri

Scarica Alleato Tradito

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Evitare l’aumento della pressione addominale

L’apparato gastro intestinale è racchiuso in una “gabbia” a pareti mobili, in quanto è delimitata da muscoli che possono variare lo spazio a sua disposizione in relazione alla loro contrazione o rilassamento. Anche le dimensioni dei vari organi può comportare un aumento della pressione addominale. Ovviamente tale pressione si traduce in una compressione sullo stomaco e quindi spinta di succo gastrico nell’esofago:

  • Aumento delle dimensioni dell’intestino, come per stitichezza o eccessivo meteorismo.
  • Aumento del grasso viscerale, condizione tipica dell’obesità.
  • Eccessiva contrazione della muscolatura addominale (sollevare pesi, piegare il busto verso il basso, spingere per defecare).
  • Eccessiva rigidità del diaframma. Il diaframma ha la forma di grande cupola che separa torace e addome. La sua contrazione eccessiva riduce la forza con cui il diaframma abbraccia l’esofago. Inoltre, la mancata contrazione profonda del diaframma riduce quell’ effetto di pompa che dà ritmo alla digestione riducendo lo svuotamento gastrico.
  • Eccessiva contrazione dei Muscoli Psoas : sono i muscoli che collegano le vertebre lombari alla coscia e ci permettono di sollevare la coscia verso il torace. Sono essenziali per la stabilità della parte bassa della schiena, del pube e delle anche. I pilastri del diaframma si collegano alle vertebre lombari, vicinissime all’origine dello psoas. Una contrattura dello psoas si ripercuote sul diaframma, alterando la normale mobilità della giunzione esofagea. La loro contrazione è dovuta spesso ad una eccessiva posizione seduta e sedentarietà.

Quindi per evitare le condizioni che possono far aumentare la pressione addominale è importante:

➢Curare la stitichezza o l’eccessivo meteorismo.
➢Controllare il peso corporeo ed evitare l’obesità
➢Evitare di sollevare i pesi,
➢Evitare di piegare il busto verso il basso
➢Evitare di stare troppe ore seduti
➢Imparare le tecniche di stretching del diaframma e dei muscoli psoas con specifici esercizi eventualmente anche attraverso lo yoga o il pilates.

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Regolare Attività Fisica

Alcune attività fisiche possono avere effetti favorenti il reflusso come per esempio i salti, la corsa o il sollevamento dei pesi che possono aumentare la pressione addominale. È stato dimostrato che il reflusso gastro-esofageo durante l’attività fisica è causato da un aumento della pressione intraddominale, da un’alterazione della motilità esofagea durante l’esercizio. Fare attività fisica subito dopo mangiato è sicuramente un fattore di rischio. Mentre una ginnastica aerobica, una passeggiata dopo i pasti, possono essere fattori che gestiscono i sintomi da reflusso.

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Migliore Gestione dello stress

A livello intestinale esiste un sistema nervoso che ne regola il funzionamento, che viene quindi definito autonomo o enterico, distinto in:

Sistema simpatico: riduce la motilità dello stomaco e la produzione di diversi enzimi digestivi. L’ effetto globale è di riduzione della digestione;
Parasimpatico (nervo vago): ha un’azione di aumento della salivazione, della produzione enzimi digestivi, e dell’aumento della motilità, quindi un’azione che facilita la digestione.

Lo stress (dovuto a: difficoltà familiari, economiche, sociali, lavorative, sessuali; cause fisiche: abuso di fumo e di alcol, gravi limitazioni nei movimenti; fattori ambientali: eccesso di rumore o di inquinamento; malattie organiche croniche) determina un aumento notevole del tono simpatico, con conseguente riduzione della motilità gastrica e quindi maggiore risalita del succo gastrico. La migliore risposta a questo ipertono simpatico è la stimolazione del nervo vago con un intervento osteopatico utile nel ripristinare la corretta funzionalità di questo nervo. Lo stress inoltre aumenta la contrazione del diaframma e dei muscoli psoas che, come descritto precedentemente, hanno un grave effetto reflussogeno.

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Evitare alcuni cibi

Istamina: L’istamina è un importante neurotrasmettitore, coinvolto in molti processi fisiologici tre cui la secrezione di acido cloridrico da parte dello stomaco. Un aumento dell’istamina comporta, quindi, un aumento dell’acidità gastrica.
Cibi ricchi di istamina: tutte le fonti proteiche che contengono molta istidina, precursore dell’istamina (es. sgombro, tonno, sardine, acciughe); pesce stantìo (non eviscerato e congelato subito); cibi fermentati (es. kombucha, crauti, salsa di soia, aceto); formaggi stagionati; carni processate (es. salsicce, salami, wurstel); soia; cioccolato fondente; frutti rossi che utilizzano l’istamina per maturare (peperoni, pomodori, ciliegie, fagioli rossi, fragole, lamponi, mirtilli rossi); noci, anacardi, arachidi; agrumi e ananas; frutta essiccata (albicocche, datteri, fichi, uvetta); vino (in particolare rosso e champagne), aceto; birra; avocado, spinaci, melanzane.
Cibi che favoriscono la liberazione di istamina: germe di grano; additivi (coloranti, conservanti a base di benzoati, solfiti, es. cibi in lattina); funghi; banane; spezie (cannella, chiodi di garofano, anice, noce moscata, timo);
Altre categorie di cibi che possono peggiorare una condizione di MRGE:

  • Cibi ad alto contenuto di grassi : riducono la tonicità del LES e rallentano lo svuotamento gastrico.
  • Bevande caratterizzate da elevata osmolalità: succhi di frutta, bevande energizzanti, bevande zuccherate.
  • Caffè e alcuni tipi di tè, causano una riduzione della pressione del LES.
    Alimenti piccanti e pietanze fritte, che alterano la pressione del LES.
  • Pomodori, agrumi e cipolle, che contengono acidi organici (citrico e malico), potenti trigger del reflusso acido.
  • Prodotti industriali, confezionati e molto processati, più acidi rispetto a quelli di origine naturale, contengono conservanti come E200 ed E297.
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Evitare alcuni farmaci

Le principali categorie di farmaci responsabili si dividono in base al loro meccanismo d’azione:
1.Farmaci che rilassano lo sfintere esofageo (Cardias)

  • Questi medicinali riducono la pressione della valvola tra esofago e stomaco, favorendo la risalita dei succhi gastrici: Calcio-antagonisti: Utilizzati comunemente per trattare l’ipertensione arteriosa e le malattie cardiache.
  • Rilassanti muscolari e antispastici.
  • Nitrati: Prescritti per il trattamento dell’angina pectoris.
  • Broncodilatatori (es. Teofillina): Impiegati per asma e BPCO.
  • Progesterone: Presente in alcune terapie ormonali o contraccettive.
  • Farmaci anticolinergici: Inclusi alcuni tipi di antidepressivi e antistaminici.

2. Farmaci che irritano direttamente la mucosa o aumentano l’acidità.
Questi principi attivi ledono le barriere protettive dello stomaco o possono causare infiammazioni dirette (esofagiti) se rimangono a contatto con le pareti dell’esofago:

  • FANS e Aspirina: Gli antinfiammatori non steroidei (come ibuprofene, ketoprofene, naprossene) riducono le prostaglandine protettive dello stomaco, aumentando il rischio di gastrite, bruciore e ulcere.
  • Farmaci per l’osteoporosi (Biofofonati, es. Alendronato): Altamente irritanti per l’esofago se la compressa non defluisce rapidamente nello stomaco.
  • Alcuni antibiotici: In particolare le tetracicline (come la doxiciclina)
  • Integratori di Ferro (Ferro solfato) e Cloruro di Potassio

Se bisogna assumere questi farmaci, si possono limitare gli effetti collaterali seguendo alcune accortezze:

  • Assumere le compresse in posizione eretta (in piedi o seduti) e mai prima di coricarti.
  • Restare in posizione verticale per almeno 30 minuti dopo l’assunzione (regola fondamentale soprattutto per i farmaci contro l’osteoporosi).
  • Accompagnare sempre il farmaco con un abbondante bicchiere d’acqua per favorire la rapida discesa nello stomaco
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Evitare il fumo

ll fumo influisce negativamente sullo stomaco e sull’esofago in diversi modi:

  • Indebolimento del cardias: La nicotina rilassa lo sfintere esofageo inferiore .
    Aumento dell’acidità: Il fumo stimola una maggiore produzione di acido gastrico nello stomaco, rendendo il fluido che risale ancora più corrosivo e irritante.
  • Riduzione della saliva: La saliva è un naturale neutralizzante degli acidi grazie al suo contenuto di bicarbonato. Il fumo ne riduce la produzione e l’efficacia, prolungando il tempo in cui l’acido resta a contatto con le pareti dell’esofago.
  • Pressione addominale da tosse: La tosse cronica, tipica nei fumatori, aumenta la pressione all’interno dell’addome, spingendo meccanicamente il contenuto dello stomaco verso l’alto.
  • Minore protezione delle mucose: Sostanze come il catrame riducono la produzione del muco
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Evitare l‘alcool

L’alcool ha le stesse caratteristiche negative del fumo ma non tutte le bevande hanno lo stesso impatto, sicuramente i superalcolici e gli spumanti sono molto pericolosi, il vino rosso a basse concentrazioni risulta leggermente meno dannoso del bianco, ma va comunque consumato con estrema moderazione
Consigli pratici per ridurre i rischi :
1.Non bere mai a stomaco vuoto: Il cibo nel formato corretto può fare da parziale “scudo” agli acidi.
2.Evitare le ore serali: Non bere alcolici a cena o nel dopo cena; andrebbero evitati nelle 2-3 ore precedenti il sonno per non soffrire di reflusso notturno.
3.Non associare altri trigger: Evitare di combinare alcol con fumo, cibi molto grassi, cioccolato, menta o caffè.

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