L’abitudine di mangiare pasti molto abbondanti, in tempi brevi, masticando poco è sicuramente determinante nello sviluppo di questa patologia Per semplificare questo concetto possiamo immaginare che il nostro stomaco sia un pallone gonfiabile: più velocemente si gonfia, minore è la capacità di tenuta del nostro sfintere. Inoltre nella fase immediatamente post prandiale, proprio in prossimità dell’esofago, si viene a trovare uno strato di succo gastrico molto acido detto “tasca acida”; maggiore è la rapidità con cui si riempie lo stomaco, maggiore è la tasca che si viene a formare.
Bisogna mettere l’accento su una serie di condizioni di natura dietetica e comportamentale che sicuramente determinano o sostengono il danno all’apparato cardiale
Scarsa masticazione


Aumento della pressione addominale
L’apparato gastro intestinale è racchiuso in una “gabbia” a pareti mobili, in quanto è delimitata da muscoli che possono variare lo spazio a sua disposizione in relazione alla loro contrazione o rilassamento. Anche le dimensioni dei vari organi può comportare un aumento della pressione addominale. Ovviamente tale pressione si traduce in una compressione sullo stomaco e quindi spinta di succo gastrico nell’esofago:
- Aumento delle dimensioni dell’intestino, come per stitichezza o eccessivo meteorismo.
- Aumento del grasso viscerale, condizione tipica dell’obesità.
- Eccessiva contrazione della muscolatura addominale (sollevare pesi, piegare il busto verso il basso, spingere per defecare).
- Eccessiva rigidità del diaframma. Il diaframma ha la forma di grande cupola che separa torace e addome. Lo stress è causa di rigidità di questo muscolo che determina una eccessiva sua spinta verso il basso e quindi una compressione degli organi intestinali.
- Eccessiva contrazione del muscolo psoas, un muscolo che collega le vertebre lombari alla coscia. La sua contrazione, dovuta spesso ad eccessiva posizione seduta e sedentarietà, riduce molto lo spazio intestinale ed è spesso causa di disturbi alla colonna vertebrale. Specifiche manovre di pilates sono molto utili per il giusto rilasciamento di questi muscoli.
Fumo
La nicotina aumenta l’acidità gastrica e rilassa lo sfintere esofageo inferiore (LES), favorendo la risalita degli acidi nello stomaco. Inoltre, il fumo riduce la produzione di bicarbonati nella saliva, che normalmente aiutano a neutralizzare l’acido, e può peggiorare la circolazione nella mucosa dello stomaco e dell’esofago.


Alterazione del Microbiota Intestinale
Reflusso Gastro Esofageo e Intestino Irritabile appartengono, entrambi, alla categoria di disturbi gastrointestinali cronici, un tempo definiti “funzionali”. Oggi queste condizioni possono essere inserite nelle DGBI dall’acronimo inglese Disorders of Gut-Brain Interaction (Disordini dell’Interazione tra Intestino e Cervello). Originano da un’alterata comunicazione tra il sistema nervoso centrale e quello enterico. La loro gestione richiede un approccio olistico che consideri sia la salute del tratto digestivo superiore che inferiore, integrando modifiche alimentari e comportamentali mirate principalmente ad un riequilibrio del microbiota intestinale, che risulta essere l’attore protagonista sia degli squilibri funzionali che delle patologie croniche infiammatorie.
Cibi Ricchi di Istamina
L’istamina è un importante neurotrasmettitore, coinvolto in molti processi fisiologici, come la secrezione di acido cloridrico da parte dello stomaco, la risposta infiammatoria, le risposte del sistema immunitario e il controllo di funzioni nervose. Un aumento dell’istamina comporta, quindi, un aumento dell’acidità gastrica.
Cibi ricchi di istamina: tutte le fonti proteiche che contengono molta istidina, precursore dell’istamina (es. sgombro, tonno, sardine, acciughe); pesce stantìo (non eviscerato e congelato subito); cibi fermentati (es. kombucha, crauti, salsa di soia, aceto); formaggi stagionati, yogurt, burro, kefir; molluschi; carni processate (es. salsicce, salami, wurstel); soia; cioccolato fondente; frutti rossi che utilizzano l’istamina per maturare (peperoni, pomodori, ciliegie, fagioli rossi, fragole, lamponi, mirtilli rossi); noci, anacardi, arachidi; agrumi e ananas; frutta essiccata (albicocche, datteri, fichi, uvetta); vino (in particolare rosso e champagne), aceto; birra; avocado, spinaci, melanzane.
Cibi che favoriscono la liberazione di istamina: germe di grano; additivi (coloranti, conservanti a base di benzoati, solfiti, es. cibi in lattina); funghi; banane; papaya; kiwi; spezie (cannella, chiodi di garofano, anice, noce moscata, timo); lectine (contenute, per es. in legumi, cereali in chicchi, semi, noci, patate: (queste vengono disattivate dalla cottura o dall’ammollo prolungato e dalla germogliazione); albume d’uovo.
Altre categorie di cibi che possono peggiorare una condizione di MRGE:
- Cibi ad alto contenuto di grassi, che riducono la tonicità dello sfintere esofageo inferiore (LES) e rallentano lo svuotamento gastrico. I grassi alimentari aumentano la sensibilità della mucosa esofagea all’acido.
- Bevande caratterizzate da elevata osmolalità: succhi di frutta, bevande energizzanti, bevande zuccherate.
- Caffè e alcuni tipi di tè, causano una riduzione della pressione del LES.
- Alcol: aumenta la secrezione acida e riduce la pressione degli sfinteri.
- Alimenti piccanti e pietanze fritte, che alterano la pressione del LES.
- Pomodori, agrumi e cipolle, che contengono acidi organici (citrico e malico), potenti trigger del reflusso acido.
- Prodotti industriali, confezionati e molto processati, più acidi rispetto a quelli di origine naturale, contengono conservanti come E200 ed E297.


Alcuni farmaci Calcio-antagonisti e nitrati
Questi farmaci, usati per l’ipertensione e l’angina, possono rilassare lo sfintere esofageo inferiore, facilitando il reflusso. Teofillina: utilizzata per problemi respiratori, è stata collegata ad un aumento del rischio di esofagite da reflusso.
Stress
A livello intestinale esiste un sistema nervoso che ne regola il funzionamento, che viene quindi definito autonomo o enterico, distinto in:
Sistema simpatico: riduce la produzione acida nello stomaco, la produzione di diversi enzimi digestivi e la motilità intestinale, con un effetto globale di riduzione della digestione;
Parasimpatico (nervo vago): ha un’azione di aumento della salivazione, della produzione di acido gastrico ed enzimi digestivi, del rilasciamento degli sfinteri e dell’aumento della motilità, quindi un’azione che facilita la digestione.
Lo stress (dovuto a: difficoltà familiari, economiche, sociali, lavorative, sessuali; cause fisiche: abuso di fumo e di alcol, gravi limitazioni nei movimenti; fattori ambientali: eccesso di rumore o di inquinamento; malattie organiche croniche) determina un aumento notevole del tono simpatico, con conseguente riduzione della motilità gastrica e quindi maggiore risalita del succo gastrico


